lunedì, maggio 17, 2004

La parata degli inganni:

La parata del 2 giugno, con tutto l'affetto che si può avere per il Presidente Ciampi che tanto si è prodigato in questi ultimi anni per ristabilire un pò di amor patrio in questi italiani straccioni, si appresta ad essere l'ennesima trovata totalmente ridicola e ipocrita di questa italietta in continuo declino socio-culturale che abbiamo di fronte negli ultimi anni.

Abbiamo infatti, impressa a fuoco nella nostra bella Carta Costituzionale, uno degli articoli penso che più ci vengono invidiati a livello planetario, il famoso articolo 11. Allo stesso tempo sembriamo amarle fino alla passione carnale queste supposte guerre postmoderne di liberazione dalla tirannia, dove si dovrebbe andare ad "esportare" un proprio modello di democrazia, sostanzialmente imponendolo agli occupati in nome di quella che Berlusconi tempo fa definì la "superiorità della civiltà occidentale". Da D'Alema fino a Fini abbiamo avuto ultimamente politici attaccati fino al midollo alle forze armate, ai "nostri" ragazzi, ai carabinieri, alle "missioni di pace" ecc.

Mai si è pensato di essere dalla parte del torto, e anzi, si è puntato sempre più sulla militarizzazione dello stato e del suo corpo sociale, a partire dalle giornate di Napoli e Genova, per passare ai poliziotti e rondaioli di quartiere, fino ad arrivare al decreto Urbani o alla Bossi-Fini. Ora, dopoi aver visto quello che sta succedendo in Iraq, visto e previsto da diversi mesi da frotte di persone lungimiranti per non dire di buon senso, non solo non si fa marcia indietro (governo) o si continua a tentennare per l'eternità, in preda a confusioni deliranti simil-epilettiche (triciclo&co), ma si organizzano anche parate di celebrazione pubblica (quindi ovviamente pagandole con i nostri soldi) agli stessi corpi e battaglioni che magari in passato si sono distinti in giro per il mondo nel divertirsi ad attaccare dei fili elettrici ai testicoli di un povero somalo, o che hanno battagliato da veri mercenari in giro per il mondo in una personalissima guerra "di liberazione dalle tirannie" condotta a colpi di interviste di Vespa agli amici dei soldati, perennemente a testa rasata, maglia Lonsdale e orgoglio patriottico da ventennio.

Sarebbe insomma ora di far capire anche ad una persona onesta come Ciampi che dei suoi compagni partigiani pochi appoggerebbero le attuali "missioni di pace" decise dai vari governi italioti, mentre ancora di meno appoggerebbero una continua parata circense con i carri armati tirati a lucido in modo da divertire famiglie e bambini.

La guerra in Iraq, Afghanistan, Kosovo e nelle altre decine di paesi insanguinati dimenticati dai mezzi di informazione c'è, esiste, non è un'invenzione dei comunisti. Se la gente non ci crede, se il nostro governo non ci crede, mandiamoli tutti al fronte, e poi vediamo cosa raccontano al ritorno. E con i soldi degli armamenti e delle parate, caro Ciampi, costruiamo nuovi asili, diamo altre pensioni, diamo un lavoro, una casa e una possibilità a chi non ce l'ha. Non sono parole vane, basterebbe firmare nella giusta casella di bilancio:
Stanziamento nuovi aerei: 0 euro
Stanziamento spese politiche di inclusione sociale: 100.000.000 euro

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