A parte tutti i possibili commenti che si sono letti in questi giorni, belli e meno belli, che aprono o meno il cuore, un fatto alla fine si staglia con assoluta inevitabilità e inoppugnabilità all'orizzonte: l'astensione continua, generalizzata e sconfortante dei Ds.
Nemmeno loro ormai riescono più a capacitarsi di come sia possibile riuscire ad astenersi così tante volte su così tanti temi fondamentali per le sorte del paese, non ultimo il famigerato Decreto Urbani, approvato in fondo anche con il loro beneplacito (Messaggio anche per Giuseppe: io alle promesse di emendamenti e cambiamenti successivi alla legge da parte di uno come Urbani non ci crederei nemmeno se vedessi alzare la Coppa Campioni a Materazzi).
Andate a chiedere alla gente per strada se conoscono la posizione dei Ds sul tema ad esempio della guerra in Iraq. Qualcuno è a favore ma non lo dice per paura di chissà che cosa, qualcuno è contrario ma lo dice con poca veemenza perchè altrimenti non è abbastanza riformista, altri non lo sanno neppure. C'è qualcuno che è a favore del ritiro, altri sono contrari, molti sono gli astenuti.
Dev'essere proprio uno stile di vita, un modus vivendi totalmente orrendo quello che portano avanti ormai da anni gli esponenti Ds: non hai un'idea manco a morire, e quando finalmente ce l'hai, o la cambi immediatamente perchè ti metti d'accordo con la multinazionale di turno o con il capo dell'opposizione, oppure (ancora peggio della prima opzione) ti astieni.
Astenersi è ancora peggio che cambiare casacca: è il non aver posizione, il non esprimere un indirizzo, è l'abominio della politica, è il rifiuto del dialogo e della dialettica, è la fine della democrazia. I Ds lo sanno e stanno facendo di tutto per perdere le elezioni. Gli amici girotondini ancora non l'hanno capito e se la continuano a prendere con Berlusconi, c'è chi invece, in modo a mio parere più intelligente, ha capito che i problemi a volte non sono sempre in casa del nemico ma vengono proprio dall'interno delle proprie mura.
Un pò come Trapattoni: uno che chiama un cadavere come Di Vaio (11 gol in campionato) per lasciare a casa uno come Gilardino (capocannoniere italiano del campionato con 23 gol) deve per forza avere un problema. Un pò come i Ds, anche se almeno lui una scelta l'ha presa, anche facendo il gioco del nemico..

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