
Ieri parlavo con i miei compari di PJ sulla vicenda dei server bucati di Forza Italia, che hanno portato al defacement del loro sito web.
Partendo dal sito di Netcraft, abbiamo potuto fare alcune interessanti scoperte sui partiti italiani, su che server utilizzano e sulle incongruenze etiche che ne derivano. Salta fuori ad esempio che partiti come Rifondazione Comunista, Ds, Margherita ecc, hanno server su Microsoft, mentre Forza Italia e Verdi stanno da sempre su Apache GNU/Linux.
Ieri c'era chi sosteneva che questo fatto potesse dipendere dalle differenti possibilità economiche o volontà di formazione e aggiornamento: in sostanza quelli di Forza Italia possono permettersi di prendere a servizio una ditta esterna che gli segua il server e i sistemi liberi installati, mentre i Ds o la Margherita no, oppure questi ultimi cercano solo la "comodità" della minestra già pronta Microsoft. Per i Verdi ad esempio il discorso non si pone: hanno competenze interne tali da riuscire a gestire in casa il sistema server/web, senza dover chiedere nulla a nessuno.
Per Rifondazione ad esempio (ma anche per altri partiti di sinistra) il discorso è un pò più complicato: a mio parere, grazie in particolare agli appoggi/conoscenze che hanno all'interno dei vari centri sociali nei quali esistono hacklabs, potrebbero tranquillamente appoggiarsi (anche "in nero", cioè senza fare pubblicità alla cosa) a
gruppi di programmatori o hacker disposti ad installare e gestire un server libero per loro. Non lo fanno, perchè? Perchè parlare tanto di consumo critico e di boicottaggio di multinazionali varie, quando si paga fior di quattrini per un server Microsoft? Soprattutto poi quando Forza Italia gira su GNU/Linux....

Nessun commento:
Posta un commento