martedì, giugno 08, 2004

Elezioni open source in Italia, solo in conferenza stampa però:

E' di oggi la notizia, illustrata durante una conferenza stampa dal Ministro Stanca, dell'introduzione anche nel nostro paese della sperimentazione del voto elettronico alle prossime elezioni europee in programma il 12 e 13 giugno.

La cosa particolare, anche abbastanza sbandierata come onore al merito in conferenza stampa, è che il software che rende possibile il voto elettronico sembra essere (e dopo capirete perchè dico "sembra") open source:

"Il software incaricato di elaborare i risultati, già utilizzato in una recente sperimentazione in Sardegna, è open source. "Non si tratta di un giudizio di merito sulla superiorità del software libero rispetto a quello proprietario", ha precisato il ministro. "E' una questione di trasparenza: con l'open source qualunque forza politica potrà esercitare il diritto di conoscere i criteri con i quali è stato scritto il programma".

Immediatamente, sulla lista di discussioni di Assoli però, esce questa mail, che non lascia molte speranze su quanto possa essere "open" il codice utilizzato:

"Bisognerà chiedere al ministero dell'interno e al ministro stanca.
Teniamo a mente che il software può essere tranquillamente rilasciato
con licenza libera ma non pubblicamente accessibile. Mesi fa la fsfe cominciò a chiedere informazioni al ministero, ma l'unica risposta che arrivò non lasciava intendere assolutamente niente di buono
".

Mentre in questa mail sono arrivate alcune informazioni aggiuntive, rimane il fatto che non è possibile sbandierare ai quattro venti, solo perchè si è in campagna elettorale, il fatto che un software sia open source senza al contempo rilasciarne il codice sorgente in qualche mirror per la sua consultazione. Non è proprio corretto legalmente tra l'altro, oltre che eticamente inaccettabile.

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