Il primo impatto con l'edizione 2004 non è stato totalmente entusiasmante: rispetto all'anno scorso è stata rivista molto l'impostazione generale della manifestazione, così come mi diceva il capo ufficio stampa Marco Dal Nero. In pratica si è cercato di puntare maggiormente sull'aspetto business e dei rapporti con le imprese e le PA piuttosto che su quello di sviluppo-programmazione-hacking in senso stretto.
L'anno scorso poi c'era stato anche il boom dei weblog e quindi c'era tutta una serie - quest'anno abbastanza esigua invece - di seminari e conferenze legate al tema. Anche l'inizio della fiera anticipato al giovedì è stato legato alla necessità, mi diceva sempre Dal Nero, "di selezionare maggiormente i visitatori e gli utenti. Abbiamo avuto un +20% nelle visite (che in tutta sincerità non mi sembra di notare) e contiamo di aumentare anche in futuro la quota di clienti business presenti al Webb.it". Insomma: diventa un'altra cosa, basta saperlo. Più giacche e cravatte in esposizione, più veline e hostess di un certo tipo, meno capelloni e sandali in stile nerd.
Nota positiva la decisione di rilasciare alcune edizioni tematiche del Webb.it in forma cartacea sotto licenza GNU, quindi sostanzialmente fotocopiabili e redistribuibili liberamente in formato digitale, dedicate all'edizione dell'anno scorso, ad interviste ai protagonisti e a relazioni di approfondimento sui temi trattati, prendendo come macro-temi l'open source, e-learning e accessibilità.

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