giovedì, aprile 15, 2004

Triciclisti contro le forze del male..:

Negli Stati Uniti, e anche in Europa, ferve ormai da mesi un acceso ed interessante dibattito sulle potenzialità dello strumento-weblog all'interno di quella che viene definita la nuova "democrazia emergente" proprio per il fatto di tenere sempre più in conto la partecipazione allargata, condivisa e partecipativa, oltre che aperta, dei propri cittadini, anche attraverso la Rete.

In Italia al contrario, a parte alcune interessanti esperienze e tentativi in tale senso (anche se al momento non legate in maniera esclusiva alla tematica politica), la potenzialità insìta nei weblog non sembra ancora essere percepita come potenzialmente da "sfruttare". Soprattutto non si sono ancora stati messi in moto quei meccanismi di pressione e di intervento diretto da parte di blog nei confronti di uomini politici che, come dimostra il recente caso di DailyKos, può portare anche ad inserire o togliere banner pubblicitari a seconda di quello che il blog scrive su un determinato tema, una sorta di marketing ideologico-politico di interessante analisi.

In Italia invece fa notizia, per esempio su Repubblica dello scorso 13 Aprile, la posizione del blog dei "Triciclisti" sulla questione dei manifesti elettorali di Berlusconi:

"Nel 2001, presidente imprenditore, presidente innovatore, presidente operaio....Adesso eccolo, messo di tre quarti, sul lato sinistro del cartellone, ad occhi bassi, senza sorriso, cravatta a pois, due righe di comunicazione per dire che in questi anni di governo ha dimunuito le tasse, [...]. No, non scruta i suoi potenziali interlocutori. Se ne sono accorti quei ragazzacci dei Triciclisti, un gruppo di giovani blogger (autori di diari online) vicini alla Lista Unitaria: "Perchè Berlusconi nei nuovi manifesti non ci guarda più in faccia?".

Ragazzacci? :)

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