
Lo so, è una mia particolare, specifica e forse insopportabile campagna. So anche che la Kournikova è sicuramente una gran bella figliola, nessuno lo mette in dubbio. Ma so anche che essere non dico come la Kournikova, ma avere lo stesso stile a livello professionistico non aiuta nel circuito.
Lo scorso weekend la nazionale italiana di tennis ha battuto (incredibilmente) la Georgia, nazione celebre in tutto il mondo per la produzione di tennisti eccelsi, nel primo turno della Coppa Davis di serie C. Ho detto serie C eh.
Il punto decisivo l'ha portato uno come Andreas Seppi, sudtirolese, che con lo stile-Kournikova ha poco a che fare. Si vede che ha voglia di giocare, allenarsi, sudare, correre, sacrificarsi, vincere. Per una tendinite non si sa in che punto (ai tennisti italiani spuntano sempre malanni dell'ultim'ora in ogni parte del corpo...) il nostro celebrato "campione" nazionale Filippo Volandri non è riuscito a scendere in campo.
Lo stesso Volandri, a differenza di Seppi, si fa ritrarre da ogni rivista patinata e non che abbia il coraggio di avvicinarlo, con set fotografici che ne mettono in risalto più le doti fisiche che quelle tennistiche, parla di Milan, Maldini, donne e fidanzate, e intanto si lamenta come sempre della situazione del tennis in Italia.
Volandri sarà bello, bravo e Kournikovo, ma intanto non ne vince una. Roger Federer, svizzero, vincitore della scorsa edizione di Wimbledon e attuale numero uno del mondo, è brutto, fuori dal mondo e riceve in dono dai connazionali mucche. E intanto mangia in testa ai nostri tennisti. Speriamo in Seppi.

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