giovedì, aprile 29, 2004

Strani movimenti con Cirio e Parmalat a Ferrara:

Ieri ero all'annuale Assemblea dei soci della Cassa di Risparmio di Ferrara per conto di un settimanale ferrarese, e la cosa che più mi incuriosiva era sentire dalle parole del presidente della banca o del direttore qualche parola sui famosi bond Cirio e Parmalat.

In particolare, nei mesi scorsi avevo avuto notizia da un amico operante nel campo della consulenza previdenziale e con buoni contatti in quello bancario del possesso, da parte della Cassa di Risparmio, di una buona quantità di obbligazioni in particolare della società parmense. Lo stesso amico (del quale ovviamente non posso fare il nome, anche se non cambierebbe molto) mi raccontava come negli ultimi mesi prima del crack della multinazionale di Collecchio i vertici della banca ferrarese (in ottima salute per altro) si fossero affannati a vendere al primo passante quote sostanziose delle obbligazioni detenute.

Ieri la situazione si è ingarbugliata ancora di più dopo aver ascoltato le parole della relazione del direttore generale Murolo, il quale, mentre alle 16 dichiarava che "Non abbiamo mai detenuto quote di obbligazioni Cirio e Parmalat", già alle 18 si contraddiceva affermando che "In effetti abbiamo avuto per un certo periodo alcune obbligazioni dei due gruppi interessati dalla crisi, ma solo come intermediari verso altri e per un periodo di tempo limitato".

Insomma, la situazione è quanto meno strana e intricata, soprattutto per uno come me che non ha particolari competenze nel campo bancario e amministrativo-contabile. Magari andrebbe meglio uno come Caravita o Sbancor per aiutarmi a continuare l'analisi di questa bella vicenda locale.

Nessun commento: