La scelta del neo-governo socialista spagnolo di Zapatero di abbassare l'iva dei cd dal 16 al 4% e quella dei libri dal 4 all'1% non solo è politicamente saggia come decisione (in termini di appeal tra i giovani ma non solo, una cosa alla quale Berlusconi non arriverà mai), ma è economicamente vantaggiosa e culturalmente al passo con i tempi.
La gente semplicemente non può permettersi di comprarsi una schifezza di cd (di cose veramente buone ormai ne escono poche all'anno) a prezzi come 25-27 euro. Non è proprio possibile, oltre che inacettabile. E allora perchè cercare di approvare cose squallide e ipocrite come il Decreto Urbani quando si sa benissimo che non servirà a nulla inasprire le pene visto che il settore non si riprenderà se continuerà a pensarla come nell'800?
Queste notizie d'altronde gettano un'ottima luce sulle possibilità insite nello scaricamento "legale" di file musicali (e aggiungerei io anche di libri e riviste) che si prospettano per il futuro, soprattutto se accanto si prevedessero strumenti di legittimazione dei contenuti "liberi" (anche nel senso di gratuiti) come le licenze Creative Commons.
E invece vedrete che assisteremo ancora all'ennesima e inutile prova di forza da parte di governo e anche di un'opposizione sempre più sconfortante (a parte poche eccezioni) che non porterà altro che a vedere le vendite di libri e cd calare inesorabilmente, e quelle delle scaricate da sistemi di p2p crescere a dismisura.

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